Non solo Bid: Così Ho Aumentato i Click e Diminuito i Costi Usando l'Analisi Competitiva in Google Ads
Non solo Bid: Così Ho Aumentato i Click e Diminuito i Costi Usando l’Analisi Competitiva in Google Ads
Se c’è una cosa che ho imparato in Google Ads, è che il gioco non finisce mai. Si cerca sempre di ottenere più click (e che siano di qualità!) spendendo il meno possibile. E credetemi, per un bel po’ di tempo, anch’io mi sono concentrato principalmente su “aggiustare le bid” o “ottimizzare le parole chiave”. Funziona, certo, ma mi mancava un pezzo del puzzle, e non uno qualsiasi: l’analisi della competitività.
All’inizio pensavo fosse solo una curiosità, un modo per dare un’occhiata a chi c’era “dall’altra parte”. Poi, ho iniziato a usarlo strategicamente, e le mie campagne hanno avuto una svolta.
Immaginatevi: siete in un’asta, ma non sapete cosa stanno facendo gli altri. Vi muovereste un po’ alla cieca, vero? Le “Informazioni aste” di Google Ads sono state per me la finestra su quello che facevano i miei concorrenti, e mi hanno permesso di giocare d’anticipo.
Più Click, Meno Costi: Sembra Magia, ma è Strategia
Sembra un po’ il sacro Graal del marketing, no? Più click e meno spesa. Ma non è magia, è il risultato di un’analisi profonda e di decisioni basate sui dati. Permettetemi di spiegarvi come l’analisi competitiva mi ha aiutato a raggiungere questo equilibrio delicato.
Ecco perché ora non posso più fare a meno di guardare i miei competitor:
1. Ho Capito Dove Stavo Veramente (e Dove Dovevo Andare):
Le metriche come il “Tasso in alto nella pagina” e il “Tasso posizionamento superiore” sono state una vera rivelazione. Non bastava più “apparire”. Ho capito che apparire in fondo alla pagina, anche se a basso costo, non mi portava i click che volevo. Era una spesa quasi inutile.
- La Mia Rivelazione: Vedendo dove mi posizionavo rispetto ai miei competitor, ho realizzato che dovevo puntare più in alto. Non si trattava di spendere di più, ma di migliorare il mio Rango dell’Annuncio per conquistare quelle posizioni privilegiate. Più in alto significa più visibilità, e più visibilità significa naturalmente più click!
2. Ho Scoperto Chi Erano i Miei Veri Avversari e Come Superarli:
La “Quota superamento target” è diventata la mia bussola. Mi ha permesso di identificare quei concorrenti specifici che dovevo battere in termini di frequenza di apparizione.
- La Mia Azione: Se vedevo che un competitor mi superava costantemente per una parola chiave chiave, sapevo dove concentrare i miei sforzi. A volte bastava ottimizzare un po’ il testo dell’annuncio, altre volte lavorare sulla landing page per migliorare la pertinenza. Ho iniziato a giocare d’astuzia, non solo con il portafoglio.
3. Ho Usato il Quality Score per Spese Inferiori:
Un tempo pensavo che per stare in alto bisognasse solo alzare le bid. Sbagliato! Ho imparato che un Quality Score elevato mi permetteva di ottenere posizioni migliori pagando meno. Le informazioni sulle aste mi hanno mostrato che alcuni competitor, pur avendo forse budget simili ai miei, apparivano più in alto. Questo mi ha fatto capire che il loro Quality Score era probabilmente migliore.
- Il Mio Segreto: Ho investito tempo nel migliorare la pertinenza dei miei annunci, la qualità delle mie landing page e il CTR atteso. Inoltre, le percentuali di quota impressioni mi hanno permesso di determinare quale percentuale in aumento o diminuzione dell’offerta per clic dovevo fare, basandomi sugli importi per click storici. Il risultato? Potevo competere per le prime posizioni con bid più basse, trasformando una spesa potenzialmente più alta in più click a un costo per click ridotto.
4. Ho Gestito la “Sovrapposizione” a Mio Vantaggio:
Il “Tasso di sovrapposizione” mi ha dato una visione chiara di chi erano i miei avversari diretti. Se un competitor appariva spesso con me e aveva performance migliori, sapevo che dovevo studiarlo a fondo.
- La Mia Mossa: Ho iniziato a guardare i loro annunci (se visibili), a cercare le loro pagine di destinazione. Cosa offrivano di diverso? Come si presentavano? Questo mi ha dato spunti preziosi per differenziarmi e creare annunci ancora più accattivanti e pertinenti per il mio pubblico.
Il Mio Approccio Ora:
- Monitoraggio Costante: Le aste cambiano. Una volta a settimana, o anche più spesso per le campagne chiave, vado a controllare le “Informazioni aste”.
- Obiettivi Chiari e Misurabili: Non voglio solo “fare bene”, voglio “superare il concorrente X per questa parola chiave” o “raggiungere il 70% di Tasso in alto nella pagina”.
- Dati e Azione: Ogni insight mi porta a un’azione: aggiustare un’offerta, riscrivere un annuncio, ottimizzare una pagina di destinazione.
- Imparare e Adattarsi: Google Ads è una lezione continua. Ogni volta che vedo qualcosa di nuovo dai competitor, cerco di capire il perché e come posso trarne vantaggio.
In conclusione, se volete davvero svoltare le vostre campagne Google Ads, non fermatevi solo alle bid. Aprite quella sezione “Informazioni aste”, analizzate i vostri concorrenti e usate quei dati per affinare ogni aspetto della vostra strategia. Vi assicuro che la strada verso più click e meno costi passa anche da lì.
Voi come usate le “Informazioni aste” nelle vostre campagne? Raccontatemi la vostra esperienza nei commenti!
